Angeli in corsia
L’ Associazione ABIO Napoli
di Emanuela Nicoloro

I Patch Adams (dottori con il naso da clown) non si vedono solo nei film e Robin Williams non è l’unico medico che riesce a far star meglio quei bambini che, già molto piccoli, hanno perso il loro tenero sorriso sdentato.
A Napoli, negli stessi ospedali sovraffollati dove sono stati inviati gli ispettori del ministero per controllare l’igiene tra le corsie e l’operato di medici e infermieri, collaborano degli angeli: gratis.

Negli ospedali Cardarelli, SS. Annunziata, Santobono e II Policlinico, dal 1978 l’Associazione ABIO Napoli – Ass. Bambini In Ospedale – opera per promuovere “ l’umanizzazione dell’ospedale e sdrammatizzare l’impatto del bambino e della sua famiglia con le strutture sanitarie ”.

I volontari ABIO Napoli, sulla scia della clownterapia e della sorrisoterapia, accolgono i bambini al momento del ricovero, li intrattengono con attività ludiche che valorizzino le loro parti sane, li intrattengono durante le terapie mediche, rendono più allegre e colorate le loro camere con decorazioni e disegni e li rassicurano quando i loro genitori non sono presenti.
Sono probabilmente questi gli unici momenti in cui i bambini sono sereni; gli unici momenti in cui possono essere in contatto con i giochi, i colori, la musica, anche se bloccati, loro malgrado, molti mesi in ospedale.

Ma oltre che al piccolo malato, i volontari dell’associazione si preoccupano di alleviare i momenti tristi e d’apprensione anche ai genitori. Con tecniche psicologiche di ascolto attivo, cercano di sdrammatizzare la malattia, fornendo informazioni utili sul comportamento da tenere nei reparti e garantendo la loro costante presenza accanto ai bambini.

Tra le recenti iniziative promosse dall’Associazione ABIO Napoli – che ha sede nazionale a Milano, nel reparto di Chirurgia Pediatrica dell’ospedale Alfieri – ritroviamo la festa della befana, la festa di carnevale nei reparti pediatrici ed in ultimo la prossima festa del papà (durante la quale verranno raccolti fondi per nuovi progetti).
Per diventare volontario ABIO bisogna solo avere un’età compresa tra i 18 e i 69 anni, un buon equilibrio psicofisico e tanta tanta voglia di far sorridere e giocare i bambini.
Se non volete o non potete diventare volontari in corsia, si può sostenere l’Associazione anche inviando quote associative e donazioni.

Un appello speciale soprattutto agli imprenditori napoletani, agli uomini d’azienda e alle loro facoltose mogli: donate un po’ dei vostri soldini. E’ per una buona causa. Tanto poi le deducete dalle tasse.

17/03/2007
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