Lo smisurato universo delle emittenti locali campane quasi sempre lascia di stucco per la prevedibilità e la ripetitività delle programmazioni: ma spulciando bene qualcosa di originale si trova. Qualcosa di, se non proprio originale, almeno temerario e volenteroso nel proporre un programma un po’ Striscia la notizia, un po’ Le Iene su un canale a diffusione strettamente regionale, Napoli Tivù. Il programma in questione si chiama Xanax, e il nome la dice tutta sull’approccio umoristico che l’autore e conduttore Luca Abete (trascorsi e collaborazioni in RAI e MEDIASET) intende dare ad ogni puntata.
Perchè la trasmissione si chiama XANAX? Xanax è un noto farmaco ansiolitico in pillole. L’idea era quella di trovare un nome che rappresentasse al meglio e in modo originale ciò che ci apprestavamo a fare. Così, Gianna Mazzarella, direttrice di Napoli Tivù, pensò che una pillola televisiva che calmasse le ansie dei cittadini non poteva che chiamarsi Xanax. Poi ci pensi è pure meglio del farmaco: basta un televisore e una comoda poltrona, non serve un bicchiere d’acqua per accompagnarlo, casomai una birra e i pop corn e, almeno finora, non si sono registrati casi di intolleranza o allergie! Non è fantastico?
Nel contesto televisivo attuale le emittenti locali che spazio riescono a ritagliarsi? In termini di audience, sono spesso costrette a raccogliere le briciole lasciate dalle TV nazionali, ma hanno la grossa fortuna di essere più vicine alla gente e ai luoghi dove le persone sviluppano la propria quotidianità. Lo sport, la politica, le inchieste a scala locale sono certamente una esclusiva che appartiene a chi opera sul territorio. Su questo la TV locale può puntare per caratterizzarsi e inserirsi come integrazione dell’offerta proveniente dalle TV nazionali. Ma da quanto si vede in giro poche sono le emittenti che hanno indirizzato su questa linea i propri sforzi. I palinsesti sono occupati quasi interamente da una programmazione che è a mio avviso perdente già in partenza rispetto a quella nazionale. Il film visto e rivisto in bianco e nero, la serie di cartoni animati degli anni ’70 sono sconfitti a prescindere rispetto a quelli proposti da RAI e Mediaset e le stesse televendite, sebbene forniscano soldini preziosi, rappresentano occasioni mancate per rinnovare la propria immagine. Il segreto è nella produzione. Programmi originali, basati sul coinvolgimento diretto o indiretto della realtà locale possono garantire una fidelizzazione impareggiabile e di conseguenza l’arrivo di maggiori guadagni in grado di sostenere nuovi investimenti.
Come definiresti il tuo programma? Xanax è un classico programma di denuncia basato sulle segnalazioni della gente. Un po’ nello stile di Striscia la Notizia, con cui collaboro da 3 anni, ma con sostanziali differenze. Anzitutto avendo tempi meno brevi abbiamo la possibilità di analizzare il caso in oggetto con maggiore dovizia di particolari, ascoltando le opinioni della gente, permettendoci anche di sdrammatizzare divagando su situazioni divertenti e imprevedibili. Tecnicamente operiamo con due telecamere di cui una è tenuta proprio da me che agisco come videomaker che si auto riprende e all’occorrenza chiede di farlo ad un passante. Il montaggio ricco di effetti sonori e di “insert” video ne regala poi una immagine accattivante in grado di incuriosire e sorprendere il telespettatore. Xanax è quindi una fusione tra diverse tipologie televisive. È di certo un programma di denuncia, ma finisce con il riportare la realtà dei fatti senza filtro né censura, con la telecamera sempre a REC che registra tutto ciò che accade proprio come in un reality. Le gag che nascono con la gente, poi, lo rendono molto vicino ad una inedita sit-com “on the road” quanto mai godibile e sorprendente.
Xanax, insomma, è una buona dimostrazione di televisione moderna, e di come è possibile farla anche nelle realtà locali.
Xanax va in onda su Napoli Tivù il Martedì e il Giovedì alle 23:45, il Mercoledì alle 21:15, il Sabato alle 20:10 e la Domenica alle 14. Per segnalare disservizi, scempi ambientali, spreco di denaro pubblico, casi di malasanità scrivete a dillo@napolitivu.tv ; info@lucaabete.it ; e visitate www.lucaabete.it ; www.ilficcanaso.tv
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