Cinque più otto? Tredici. Cinquanta, trentasei, cinquantaquattro, cinquantuno, quarantasette, trentotto. Non sono numeri da giocare a lotto. Sono, rispettivamente, il numero di scienziati napoletani scelti per ricevere un premio speciale, e alcune delle loro età.
Il riconoscimento, viene da molto in alto, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha annunciato di voler ripagare il gruppo di ricerca napoletano della Tigem (Telethon Institute of Genetics and Medicine) con 5 cariche di commendatori ed otto di cavalieri della Repubblica, per il lavoro svolto per la scienza italiana e mondiale.
Niente male, vero? A dispetto di dati italiani mortificanti, che individuano il nostro Paese non soltanto come quello con la più bassa concentrazione di ricercatori, ma anche come l’unica economia in cui nel decennio del 1991-2001, tale indice è diminuito ben del 12% (Eurostat 2001).
Napoli sembrerebbe essere un’isola felice, dunque. Come ha affermato, commosso, il Professore Ballabio, coordinatore del gruppo di ricerca Tigem, futuro commendatore della Repubblica Italiana, “Quello che arriva dalla presidenza della repubblica è un riconoscimento alla scienza napoletana..”
E noi altri, siamo tutti contenti. Contentissimi. Strafelici. Ma mi piacerebbe che si partisse da qui, per fare altro, molto altro, per queste persone. Magari permettergli di lavorare meglio. Insomma, non limitiamoci a dire "bravi", Presidè.
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