De-formazione
A spasso con il Manager
Manager della mobilità
di Emanuela Nicoloro

Tra il 2002 e il 2004, come sentenzia una ricerca internazionale, Napoli – oltre a Roma, Padova e Milano – ha registrato costantemente altissimi livelli di inquinamento. Fino ad oggi, nonostante le innumerevoli iniziative ecologiche delle targhe alterne, delle domeniche-senza-auto, dei blocchi totali, la situazione non è affatto migliorata.
A niente sono valsi, neanche, i congressi di scienziati accreditati, le “leggi verdi” e il tanto discusso, quanto necessario, protocollo di Kyoto.

Sulla scia delle discussioni ambientaliste, dello sviluppo sostenibile e dell’eco-comportamento, a Napoli, alla Mostra D’Oltremare, dall’ 8 al 10 marzo si svolgerà la Mostra-convegno sulle Fonti Rinnovabili e l’ Efficienza Energetica nei Paesi del Mediterraneo.
Oltre alla presentazione di nuove fonti di energia, di innovative tecniche di smaltimento dei rifiuti e di risparmio energetico, l’evento prevede anche dei momenti di formazione dedicati allo studio della Mobilità Sostenibile. L’8 e il 9 marzo, in collaborazione con l’Anea, Agenzia Napoletana Energia e Ambiente, si terrà il corso di Mobility Management. L’iniziativa nasce dal progetto europeo Belief, che promuove, a livello europeo, il concetto di Comunità energeticamente sostenibile, sviluppando l’uso intelligente dell’energia in 20 città di 11 Paesi europei.

L’obiettivo del corso è creare una nuova figura professionale che, all’interno di medie e grandi Aziende/Enti pubblici e privati (come prevede il Decreto Ministeriale Ronchi del 1998) possa gestire in modo eco-compatibile la mobilità dei dipendenti. Il Mobility Manager dovrà, quindi, gestire i trasferimenti e i percorsi casa-ufficio dei sottoposti, cercando di limitare l’uso delle automobili personali.

Due sono le figure previste per la pianificazione e gestione dei tragitti: il Mobility Manager di azienda e il Mobility Manager di area. Questi dovranno gestire gli “inquinantissimi” spostamenti dei colletti bianchi che piuttosto che prendere un’autobus o una metropolitana preferiscono essere inghiottiti dal traffico e sottoposti alle pericolose polveri sottili. Il Manager di area, inoltre, lavorerà a stretto contatto con le strutture comunali e le aziende di trasposto cittadine, monitorando gli effetti di queste misure di mobilità sostenibile.
Il concetto di one man – one car (per i pochi non avvezzi all’inglese: un uomo – un auto) sembra quindi superato. O quantomeno superabile.
Ma sarà davvero necessario una nuova figura di manager per gestire un mini pullman aziendale che vada a prendere gli impiegati comunali sotto casa?
Se lo dicono gli Europei...

05/03/2007
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