L'officina dei sogni
Circolo Posillipo: progetto di solidarietà
di Antonio Benforte

Dici circolo Posillipo e pensi subito al canottaggio e alla pallanuoto, sport nei quali la prestigiosa società eccelle ormai da più di cinquant’anni.
Al massimo, al nuoto, alla vela, alla scherma, ed al nutrito gruppo di soci - 1.200 circa – che anima i pomeriggi e le serate nella splendida sede che si affaccia sul golfo di Napoli.

Invece ecco che il circolo ti spiazza, con una iniziativa nata da poco ma sicuramente degna di nota: è l’«officina dei sogni», il progetto di «solidarietà sportiva» con il quale il circolo intende aprire le proprie porte a tutti, coinvolgendo soprattutto i giovani a rischio che – per motivi economici, disagio sociale e problemi di integrazione - non possono solitamente accedere alle strutture e praticare gli sport che il circolo Posillipo offre ai propri iscritti.

Dalle belle parole ai fatti, una volta tanto, il passo è breve.
Infatti, dal 22 febbraio il circolo Posillipo ha accolto i giovani di questa “officina”, centro di socializzazione che lavora nel quartiere San Ferdinando, all'interno del quale i minori sono inseriti in iniziative laboratoriali che li aiutano ad integrarsi e crescere nel modo migliore.

E non si tratta certo di un gesto da poco: a questi ragazzi in difficoltà, infatti, il circolo mette a disposizione tutte le strutture sportive. Gratis.
Dalla collina di Posillipo un’ancora – o una pagaia, restando nella metafora marittima – destinata a chi vuole fare sport ma spesso non può permetterselo.

Ed è facile immaginarseli, questi ragazzini – carichi di voglia e smania di fare, curiosi, forse alle volte un po’ esuberanti – che prendono confidenza con le strutture della polisportiva. C’è chi nuota, chi preferisce il canottaggio, alcuni si divertono con la scherma e molti altri si stanno dedicando alla pallanuoto.
In libertà, senza vincoli ma soprattutto con la gioia di praticare sport liberamente, ognuno di loro si sta indirizzando verso la disciplina verso la quale sente un feeling maggiore.

Una bella iniziativa, dunque, che si lega ad altri progetti che il circolo porta avanti, nel suo piccolo, nel tentativo di aprire le porte a tutti, senza distinzioni di alcun tipo.
Perché è importante far sì che questi luoghi d’aggregazione – spesso visti come elitari, poco accessibili – diventino privi di barriere, in un modo o nell’altro.
Certo, non basta questo per fare di Napoli un posto migliore. Ma è un passo. Verso lo sviluppo sociale e per il bene della città, tutta.

25/02/2007
.banner

Altri Articoli

Alternapoli.com - magazine di informazione differenziata