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Genealogia della vaiassa, etc.
www.ilc.it
di Federico Carparelli

Ma pur rimane la grandissima difficultà: come, quanti sono i popoli, tante sono le lingue volgari diverse? ”.

Questo quanto scriveva Giambattista Vico alla fine del 1600.
Le cose, certo, sono cambiate.

Oggi, in piena, globalizzazione riusciamo a farci capire anche se viaggiamo fuori dall’Italia.
Eppure, forte, rimane l’attaccamento al locale e la sua rivalutazione.

Questo è, sicuramente, quanto possiamo vedere realizzato dall’Istituto Linguistico Campano, che attraverso le sue attività ed il suo sito internet (www.ilc.it) si prefigge di contribuire alla diffusione della conoscenza della tradizione campana e promuovere e pubblicizzare tutte quelle iniziative volte all’esportazione del nostro prodotto culturale.

Il sito internet è di grande utilità ed organizzato in maniera abbastanza semplice.
Al suo interno contiene una presentazione dell’associazione e delle finalità che si prefigge. Vi è una sezione dedicata agli editoriali del direttore e una sezione riservata alla promozione degli eventi o delle attività in corso di svolgimento.

Per quanto si tratti di un sito istituzionale, la scelta della grafica sarebbe potuta ricadere su soluzioni più vivaci sia per quanto riguarda i colori che per la disposizione dei contenuti.
Le pagine risultano essere troppo lunghe rischiando di annoiare chi, come me, cercava delle notizie essenziali che dessero un quadro discretamente preciso delle attività svolte dall’associazione.

Un grande pregio di questo sito è la possibilità di consultare gratuitamente la banca dati dell’Istituto accedendo, mediante username e password, ad un’area riservata ai soli utenti iscritti, favorendo così la diffusione del materiale e della conoscenza.
Ed a suono di una tarantella, accediamo a “O’ puost” un sito quasi interamente scritto in napoletano, con simpatiche sezioni che fanno riferimento alla lingua, a libri sul napoletano e dizionari, alla toponomastica campana e napoletana.
La sensazione che si ha entrando in questo “posto” è davvero quella di essere catapultati nella cultura linguistica napoletana verace.

Dal punto di vista dei contenuti, in gran parte condivisibili, c’è forse un appunto da fare.
In più riprese, all’interno del sito, viene affermata la necessità di riconoscere l’identità linguistica della nostra regione e di valorizzarla protestando lo status di lingua minore. E fin qui la cosa è anche condivisibile.
Ma è un tantino discutibile voler passare da questo punto a rivendicare la necessità di riconoscere la Campania come regione autonoma. Che ci abbia preso alla testa questa localizzazione?

23/02/2007
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