Un tempo una favola era solo, appunto, una favola. Un racconto, solitamente breve, che ha come protagonisti animali o/ed essere umani, scritto con fini moralistici ed educativi.
Ma poi sono arrivati internet, la realtà virtuale, la multimedialità, la pay per view ed una favola può diventare un evento a tutti gli effetti. Mi spiego meglio: la miriade di messaggi ai quali siamo sottoposti giorno per giorno, ci ha resi dei soggetti piuttosto esigenti in termini di fruizione. Ormai le cose semplici, proprio non ci piacciono più. Ed in questo punto va a collocarsi il fenomeno, sempre più frequente ormai nella nostra città, del marketing multisensoriale o, in termini più spiccioli, l'attitudine a piazzare un qualsiasi prodotto con l’aiuto di differenti canali comunicativi ed espressioni artistiche.
Con la curiosità di capirci un po’ di più, venerdì 16 Febbraio, siamo andati alla performance audio-visiva dell’artista napoletana Alessandra Cianelli, presso il Lanificio 25.
L’artista ci racconta, dunque, in una prima personale, la "Storia del purpo con la testa di cuore", un favola per adulti frutto di anni di studi filosofici, artistici e tecnici. Il progetto riesce a mettere insieme la capacità comunicativa della fotografia, della regia, del montaggio, del sonoro e dell’appartenenza collettiva a dei simboli mitologici, in un unico lavoro. Si dispiega attraverso la combinazione studiata di queste espressioni artistiche, lasciando il tempo allo spettatore di metabolizzare il tutto in maniera assolutamente personale ed in - itinere. Una favola, inoltre, che continua - fino al 14 Marzo - in un percorso fotografico alla Galleria Overfoto in Vico San Pietro A Maiella 6, con undici foto e due pannelli per un totale di tre macrosezioni: "Risveglio", "Purpo nel Ghiaccio", "Purpo-testa-cuore".
La fiaba racconta di una bambina che durante la nascita perde il cuore. Esso disprezzando l’arida realtà si rifugia nel mondo liquido marino, depositandosi così nello stomaco/bocca di un polipo. La bambina, ormai, adulta (ovvero l’artista stessa), si ricongiungerà ad esso attraverso il cibarsi dello stesso polipo.
Nel corso della serata vari sono gli spunti di acquisizione simbolica della storia: la prima parte viene dedicata ad un video dell’artista, dal sapore artigianale quanto cinematografico che rappresenta la storia in sé. Il secondo ed il terzo momento della performance, invece, si intrecciano: sulle immagini ricomposte e doppiate del video della Ciannelli, editate dal vj italo-austrialano Roberto Russo e mixate sulla musica di Dj Bibo, l’artista - rifacendosi al rito dei pescatori napoletani - offre agli spettatori il brodo di polpo, simboleggiando in tal modo anche la fine della favola. Vista, udito, gusto, olfatto.
L’ideatrice di tutto questo è solita della mistione di generi. Napoletana, classe ’66, scenografa e designer, decide nel 2004 di sperimentare le arti visive, giocando a mescolare le tecniche più tradizionali (scultura, fotografia, pittura, disegno) con i media più attuali (la combinazione audio-visiva e l’animazione).
Una prossima performance si terrà al Trip, spazio polifunzionale di via Martucci, il 2 marzo, con l’intento di ricongiungere simbolicamente anche due quartieri di Napoli tanto diversi. (Porta Capuana centro storico e verace di Napoli sede del Lanficio25 ed il più facoltoso quartiere di Chiaia, sede del Trip).
Ancora non ho capito bene i miei sensi da che parte stanno...se da quella dell'immaginazione fervida o della realtà, che per quanto bella e messa bene insieme è pur sempre realtà. Nel frattempo che rifletto...vi auguro buona "lettura".
Foto di Alessandra Finelli |
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