Dissonanzen: disarmonie contemporanee
Rassegna video-musicale
di Alessandra Finelli

Le pulsioni. Tutto nasce da loro.
L’arte stessa lo è.
Chi necessita crearla, chi fruirla, chi diffonderla e renderla accessibile. In un continuo donarsi. Sorprendersi dell’infinità di straordinari mondi che coesistono nella nostra città, delle realtà che faticano ad emergere fatte di gente determinata ed aperta a 360 gradi, che vive di passione e lavora per "globalizzare" Napoli nel segno della sperimentazione.

Una di queste realtà è sicuramente “Dissonanzen”, associazione nata nel 1993, dalla mente del violoncellista Marco Vitali e del semiologo Massimo A. Bonfantini, con lo scopo di favorire situazioni agevoli all’ascolto dei principali filoni della musica contemporanea, nonché prendere un chiara posizione nei confronti di una corrente di rigurgito degli stilemi della metà del 900, diffusasi negli anni ‘80.

Dal 2006 il coordinamento artistico è stato affidato a tre musicisti dell’Ensemble Dissonanzen: Tommaso Rossi, attuale presidente, Ciro Longobardi e Marco Cappelli
Nel corso del tempo, attraverso 11 stagioni concertistiche si è cercato di offrire uno squarcio sul mondo dei linguaggi contemporanei non ascoltati dal fruente medio.
Avvalendosi di collaborazioni con il meglio dello scenario artistico teatrale napoletano, la stagione 2007, differentemente dalle precedenti, questa volta sarà concentrata in un'unica settimana.

Dal 21 al 24 febbraio prossimi si alterneranno, infatti, nel Conservatorio San Pietro a Majella, diverse istallazioni audio- video e concerti, la cui inaugurazione è affidata al chitarrista americano Marc Ribot ed all’Ensemble Dissonanzen (progetto che verrà riproposto al prossimo festival di Salisburgo). Divenuta ormai un’entità ben definita a livello nazionale, la rassegna Dissonanzen chiuderà con concerto del quartetto d’archi “Xenia Ensemble” specializzato nella produzione dei compositori delle ex-repubbliche sovietiche.

Infine: l’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti, e questo la dice lunga sulla sulla mentalità dell'organizzazione che c'è alle spalle.
Se siete a corto di esperienze musicali borderline, questa rassegna è quello che fa per voi, se siete dei classicheggianti, potreste sempre farci un giro.

www.dissonanzen.it

Marc Ribot

20/02/2007
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