L'esorcismo del Core Ingrato
di Luigi Picazio

Abbiamo un’osservazione in più da edulcorare prima, inghiottire poi, ed infine non riuscire a smaltire, quando incroceremo l’intransigente pessimista pragmatico che alberga in buona parte di noi. E’ un tipo che gioca con carta e penna. Riporta sul foglio una visione manichea della nostra città, e non ha esitato un attimo ad aggiornare la lista delle “cose-che-non-vanno” con una nota in calce: “Il cuore mattacchione del primo cittadino. Non un cuore qualunque, dunque”.
Troppi strapazzi, Rosa. Ed un punto in più per il pessimista, che si sentirà in diritto di pronunciare la sua diagnosi in pillole. Per esser più precisi in tre sillabe: Na-po-li.
Beh, diffidate. Non è detto che sia anche un buon medico.

Lo sbalzo della pressione è dietro l’angolo per un cuore targato ’36, sottoposto giorno dopo giorno allo stress della gestione cittadina. I vigili da stanare dietro le scrivanie, i duelli senza quartiere contro la criminalità organizzata, e l’ufficio da tenere sempre in ordine sono sporchi affari da risolvere con un colpo di spugna, anche se il risultato è garantito solo in uno dei tre casi citati. Indovinate quale.

La palpitazione aumenta con le “preoccupazioni”. Figurarsi se ci si mette anche il cielo .

A quel punto, il controllo all’ospedale Mediterraneo è d’obbligo. Ed è vivamente consigliato, di questi tempi, per un cuore ex-democristiano.
Quel quorum ammaestrato alla débâcle che immagina di vivere in un paese dei balocchi dove tutto è possibile, perché tutto marcisce sotto la coltre dei vizi, non vorrà di certo sprecare l’occasione di intrecciare le proprie rimostranze con la sorte toccata alla città, additandola come colpevole. Solo che è inutile farla così pesante per il sindaco, è stato solo un day-hospital. Questa volta Napoli non c’entra. Davvero.
Ma se il cuore di un sindaco dovesse vivere in simbiosi con la città, bhè, buon calvario ad entrambi.

20/02/2007
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