Se desiderate ancora marenne untuose con pane cafone, e la scarpetta nel sugo è sempre e comunque una delle vostre priorità, tendete le orecchie, incrociate le dita, e sperate che vada tutto bene per i panettieri nostrani. Perché, forse non vi è arrivata ancora questa voce, ma proprio a Napoli i panettieri scarseggiano.
“Carenza di mano d'opera”, rivela a malincuore Giuseppe Esposito, presidente dell'Aplpn (Associazione provinciale liberi panificatori napoletani) e consigliere nazionale della Sippa (la federazione dei panificatori e dei pasticcieri).
E’ che i panifici sono troppi – quasi 3000 – la gente che ci lavora pochina. Perché in molti, anzi in troppi, sono ancora convinti che fare il pane significhi turni massacranti e levatacce mattutine. Invece, conferma Esposito, i nuovi macchinari alleggeriscono il lavoro e permettono orari più decenti. Con una busta paga più che dignitosa.
Quindi, non c’è poi molto da preoccuparsi. Il lavoro c’è, e pure parecchio – si parla di almeno 500 posti disponibili nelle varie aziende – e si lavora sei o sette ore al giorno, non di più. Quindi, se non si trova velocemente nuova manodopera, mi rimbocco le maniche e sfilatini e palatoni inizio a farli io, che il portafoglio piange e con alternapoli, purtroppo, non ci campo ancora.
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