Poveri avvocati napoletani, non solo in seria difficoltà nel trovare clienti – la leggenda narra che a Napoli e provincia ce ne siano più che in tutta la Francia – ma ora anche sotto stress per "inefficienza del sistema giudiziario".
Sfido io: provate voi a lavorare tra disservizi e disagi d’ogni tipo; con misteriosi rinvii delle udienze, interminabili file per la verifica dell'assegnazione delle cause, incredibili ritardi per il rilascio di documenti presso l'ufficio del giudice di pace. Non dev’essere stato facile, davvero: e per questo ottanta legali napoletani avevano citato in giudizio il Ministero della Giustizia.
E proprio per questo motivo, dopo un anno e mezzo, hanno ottenuto un risarcimento di cento euro a testa più le spese. La sentenza parla chiaro: "danni esistenziali conseguenti allo stress derivante dai disagi subiti". Alla faccia.
Uno stress senza paragoni, roba da perderci la testa. E pensare che c’è gente che sta a lagnarsi perché guadagna a stento 1000 euro al mese e deve portare avanti una famiglia con almeno tre figli a carico. Gente che i disagi e i disservizi li assapora quotidianamente nei vari uffici comunali, negli ospedali, o semplicemente facendo un giro per la città. E la fila interminabile è costretta a farla alla posta, ogni volta che c’è da pagare una bolletta.
Gente che sta ancora lì a lamentarsi, incredibile. Con lo stress che sale e i nervi a fior di pelle. In attesa di un risarcimento che, purtroppo, non arriverà mai.
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