Tagliate per la Micromusic
Le Lamette
di Marco Baldassarre

Le telefono alle due del pomeriggio, mi dicono che sta dormendo e si sveglierà tra due, tre ore. Richiamo il giorno dopo alle nove del mattino, mi risponde lenta e sbadata e mi dice che ha appena terminato di lavorare. Inizia così la mia esperienza con Le Lamette, gruppo di spicco nella scena micromusicale campana. Lei è pC=na, casertana, e vicino al suo nome figura questa parola, bent toys, che è già un presentimento delle tante stranezze alle quali mi troverò di fronte. Le altre due componenti del gruppo sono Emotional Abuse, tastierista napoletana (ma non so perché, ho il sospetto che non si tratti di una tastierista classica, alla Jon Lord per intenderci), e Nelviola, cantante (o microcantante se preferite) sempre napoletana.

Non è facile capire esattamente cosa abbiamo di fronte. Micromusic non è un genere musicale, è più che altro un’attitudine, uno stato mentale – mi sembra di capire conversando con pC=na. Ma dietro alla Micromusic c’è tutto un mondo, fatto di giocattoli, di cartoni animati, di strani nomi – strani davvero credetemi, soprattutto per me che con abbreviazioni e sigle faccio molta difficoltà – e bizzarri personaggi che si nascondono dietro nickname fantasiosi e fuorvianti. Addirittura scopro che esistono alcune divinità, in questo mondo; dei punti di riferimento che hanno assunto ciascuno l’importanza di un guru, di un dio appunto (vi risparmio i nomi non facili da trascrivere correttamente ma vi assicuro: ho sentito più volte la parola Dio associata al nome di un cartone, o presunto tale) per tutti coloro che si avvicinano a questo genere. Devo familiarizzare con dei termini che quasi incutono terrore ad un non esperto, e ce ne vuole un po’ a realizzare precisamente di cosa si sta parlando: bender, chiptune, circuit bending, e tutto incredibilmente micro…riescono a mettere un micro davanti ad ogni parola!

Quando finalmente comincio quasi a sentirmi a mio agio tra chip-music, Nanoloop, VST a 8-bit, e cose così, scopro che le nostre sono molto meno serie (e forse anche strane) di quanto possono sembrare. “La cosa più bella per noi” – mi dicono in confessione – “è la libertà che ci dà l’ignoranza. I pezzi noi li sputiamo, non li componiamo.”

Ecco. Questa frase rende molto più l’idea di mille strane parole incomprensibili. Abbiamo di fronte tre ragazze che semplicemente si divertono, con i loro giocattoli modificati, e mettono in musica questo loro divertimento. Suonano (o sarebbe meglio dire giocano?) insieme da tre mesi, hanno all’attivo tre pezzi, un video e già un po’ di fama nel mondo della Micromusic. Micro-fama. I pezzi (My theremin, Neaples’ calling – con il relativo video girato dal regista francese Charlie Mars – e Casper) possono essere ascoltati e scaricati sul loro spazio www.myspace.com/lelamette, o su pcna.blogspot.com.
Non resta che augurarvi una buona micro-iniziazione.

18/01/2007
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