Metro dopo metro
di Antonio Padovano

Bisogna essere preparati a tutto. Proprio oggi leggevamo che la Linea 1 della metropolitana di Napoli, meglio conosciuta come “La Metro dell’Arte” e/o “La Collinare”, ha raggiunto i trenta.
Essì, caro ferro 32, ci facciamo vecchiotti! Forse qualcuno adesso avrà voglia di festeggiare con pizzette e piattini di plastica, a qualcuno scivolerà lenta una lacrima di commozione financo, e tutti si ritroveranno abbracciati e uniti nel ricordo.

Ma a qualcuno più lesto e più attento forse non sfugge che qui, dopo 30 anni, si festeggia il morto.
Dopo 30 anni e milioni di lavori di “riqualificazione” del territorio, il progetto originario ha subito milioni di accorgimenti ma non è mai stato completato.
30 anni fa, Luigi Buccico, l’allora socialista assessore comunale ai trasporti, vedeva i suoi tempi maturi per la messa in opera dei lavori da inaugurare a piazza Medaglie d’oro ( fondi stanziati dalla legge 1042: 42 miliardi di care vecchie lire), ma si vede che, a parte il denaro che ne derivava, i napoletani sono regrediti con il loro interesse.

30 anni! Complimenti! Forse tra altri 30, i bimbi delle elementari si troveranno alle prese con il seguente problemino scolastico: “La Napoli di metà anni ’60 è divisa da due spaventose famiglie rivali, democristiani e socialisti. Un giorno, l’Ente Autonomo Volturno, guidato da un cavaliere senza macchia e senza paura, progetta un servizio di “trasporto su ferro” che collega zone lontane come P.zza Garibaldi e Piscinola e mette la pace: quanto ci metterà economicamente il Comune a terminare la linea se tuttora i conti non quadrano?” Ahinoi, a dare la risposta saranno pochini e con grandi paroloni: in quanto agli altri, scarsini in aritmetica ma preparati ad arte.

22/12/2006
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