La matrioska delle contestazioni
di Luigi Picazio

E venne il giorno dell’inaugurazione dell’Anno Accademico alla Federico II, a Monte Sant’Angelo.
C’erano proprio tutti, a partire dal Presidente della Repubblica.
La carovana di auto blu, rappresentanti di Stato e un aperitivo amaro da buttar giù.

Specialmente per il ministro Mussi, perché quel giorno, la parola doveva essere passata, non solo presa.

La contestazione assumeva le sembianze di disinvestimenti, diritto allo studio, Bologna process: non lasciavano molto spazio all’immaginazione, e allo stato dell’università italiana.
Poi qualche spintone, qualche parola di troppo. E due contusi (ufficiali) con un cerotto.

Ma non finì qui.

Ché a veder meglio, anche i contestatori si accusarono tra loro con il rimbrotto: l’Unione degli Universitari (vicino alla CGIL) e l’Interfacoltà, furono antagonisti rinculati dallo stesso motto.

E Monte Sant’Angelo, teatro di voce.
Divenne l’altare dell’università senza dote.

28/11/2006
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