Mal comune
di Alessandra Finelli

In principio ci è toccato votare.
Poi ci siamo dovuti abituare a vedere “cose che voi umani non potreste immaginare”.
Nella nostra straordinaria realtà, chi ha “sbagliato” ha avuto la “carta“ dell’indulto da giocarsi.
E così, il piccolo ladro medio miracolato che mette piede improvvisamente fuori dalla cella, in teoria potrebbe ritrovarsi con l’esercito (questo sconosciuto) alle calcagna. Esercito messo lì a sorvegliare lo scandirsi delle nostre vite ormai occluse dall’immondizia, dalla microdelinquenza e da tutti quei delicati equilibri che reggono il sistema “vedi Napoli e poi muori”.
E continuiamo a respirare.

Poi un bel dì (oggi) arriva l’egregio guardasigilli (che non’è l’ennesimo personaggio estrapolato dalla saga di Tolkien come si potrebbe credere): Clemente Mastella.
Il senatore, alla riunione congiunta delle commissioni giustizia e affari costituzionali sugli effetti dell’indulto tenutasi al senato, così ha sentenziato:
A Milano più omicidi che a Napoli”.
E la bocca gli si deve ancora chiudere.
Quattro pagine, signori e signore, quattro. Di dati, veritieri o meno, forzati o no, per negare che “errare humanum est”, per ribadire la “riuscita” di una legge che avrebbe, secondo le stime, inciso favorevolmente sulla diminuzione dei reati nel capoluogo campano, per negare ancora una volta un'evidenza che non troviamo in nessuna tabella di nessunissima procura italiana, una realtà che “ci campa addosso”, che aleggia nelle nostre strade, che ci bacia tutti i giorni in fronte quasi fosse una “mamma protettiva”.
E continuiamo a respirare, affannosamente respiriamo.

21/11/2006
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