Prendete un provvedimento dell’Unione Europea che autorizza la presenza di agenti di sicurezza sui voli, combinatelo con una legge simile di un parlamentare italiano. Ciò che ne verrà fuori è un’allettante proposta per chi della sicurezza ha fatto il proprio business.
Questo è l’humus su cui è attecchita l’idea di una società napoletana, la Security Group, di organizzare corsi per Sky Marshall ovvero gli Sceriffi del cielo. La possibilità, aperta a livello comunitario e nazionale, di ospitare a bordo degli aerei persone addestrate a prevenire eventuali attacchi terroristici ha aperto certamente una bella fetta di mercato, da non sottovalutare.
Il primo corso si terrà a Napoli e molteplici saranno le materie trattate, dalla psicologia alla sicurezza in volo, passando per il tiro di precisione e l’utilizzo di esplosivi. Compito di questi tutori dell’ordine nei cieli sarà quello di tentare di identificare eventuali attentatori attraverso l’osservazione di atteggiamenti sospetti e, eventualmente, prevenire iniziative criminose mediante le sofisticatissime tecniche apprese al corso.
Da viaggiatore spero di non incontrare mai uno di questi signori, certo che non farebbe altro che aumentare il mio senso di inquietudine, ove mai ne avessi uno. L’ossessione quotidiana di prevedere l’imprevedibile, ormai dilaga; attraverso, soprattutto, i media si sta trasformando in fobia ogni gesto quotidiano sia esso prendere la metro, un treno o un aereo. E bisogna proprio dirlo, questi signori hanno avuto l’occhio lungo. Cavalcando l’onda di un’emergenza sociale, hanno trasformato questo bisogno di sicurezza, indotto o meno, in soldi.
Per quanto mi riguarda continuerò a prendere l’aereo con il mio unico, solito e vero timore: quello di non trovare la mia valigia una volta giunto a destinazione. E durante il viaggio dormirò molto più sereno se al mio risveglio troverò un’hostess carina al posto di un tiratore scelto.
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