Napoli, in fondo
Scavi e ruderi a Via Toledo
di Danilo Ausiello

Noi ne siamo convinti da tempo.
C’è un'altra Napoli sotto quella distratta e soleggiata della superficie.
Da qualche mese abbiamo aperto questo cantiere online nella speranza di riportarne alla luce almeno una parte. Eppure, di tanto in tanto, qualcosa vien fuori da sola. Miracolosamente.
Come a Via Toledo, qualche giorno fa.

E’ una Napoli silenziosa, oscura, ovattata di cui si sa poco o nulla.
Ed è un vero peccato perché - ci scommetteremmo – vale almeno quanto quella quotidiana.
Solo molto più rilassante. E misteriosa.

Dai cantieri da cui dovrebbe venir fuori – un giorno sempre troppo lontano – una delle stazioni centrali della nuova metropolitana, è spuntato un palazzotto ottocentesco.
Non ha una grande storia alle spalle: circa due secoli fa venne abbattuto perché irreversibilmente infestato dal colera. A dirla tutta non è stata neanche una grande sorpresa: qualche calcolo lo si era fatto. Eppure era lì.
Elegante e fiero a testimoniare di un tempo diverso, a raccontarci del comodo oblio a cui ricorrono gli uomini insoddisfatti o spaventati, a custodire traiettorie di un’altra bellezza appassita nei secoli. Luogo e forma di un’altra Napoli, appunto.

E a sentire gli esperti, nuove sorprese dovrebbero piovere sullo scavo.
Altri scheletri di costruzioni potrebbero emergere dal fondo della città: ruderi risalenti ad epoche ancora precedenti. C’è chi parla delle antiche mura del Porto Romano. O forse di quello Greco.
Fossili architettonici di valore inestimabile schiacchiati sotto il peso dell’elegante stabile barocco.

Perchè in fondo è così che è fatta Napoli: sotto ogni cosa, ne trovi un’altra.
Tutto sembra stratificato, sfuggente, complesso. Tutto a strati. Tutti di gusto diverso.
Non sappiamo se ce ne sia uno migliore degli altri ma, in verità, su queste pagine preferiamo quelli più in basso e nascosti. Così, giusto per complicarci la vita.

E fin laggiù arrivano gli echi e le funeste ire degli automobilisti che, in superficie, maledicono gli antichi Dei per il blocco dei lavori.


19/07/2006
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