Raffaello virtuale
di Antonio Benforte

Se il visitatore non va dall’opera d’arte, è l’opera d’arte che andrà da lui. No, forse erano la montagna e Maometto, ma poco importa.
L’importante è che la mostra “Raffaello per antologia. Una mostra impossibile”, dal 31 maggio presso Sala Dorica del Palazzo Reale, visto il grande successo ottenuto finora sia stata prolungata fino al 31 luglio, per la gioia degli organizzatori e dei visitatori che non hanno ancora ammirato questa originale esposizione.

Perché si tratta di una mostra molto singolare, su questo non ci sono dubbi.
La Rai e la Regione Campania c’hanno messo le idee e i finanziamenti, e la tecnologia all’avanguardia ha permesso la realizzazione di questo futuristico progetto.

Galleria degli Uffizi, Pinacoteca Vaticana, Ermitage di San Pietroburgo, Louvre e tante altre gallerie: in tutto, dipinti e ritratti di ben 19 collezioni diverse.
36 opere di Raffaello, sparse nelle gallerie di mezzo mondo.
Il meglio dell’arte del pittore urbinate raggruppato, per la prima volta, in un unico posto.
Ma non si tratta di una esposizione reale, bensì di una serie di fotografie digitali proiettate su piccoli e grandi schermi neri, perfetta riproduzione in scala 1 a 1 dei dipinti autentici.

Renato Parascandolo, autore del progetto, ed il direttore scientifico Ferdinando Bologna, dopo l’incredibile successo ottenuto con Caravaggio, tornano a sfruttare le possibilità dell’opera d’arte nell'epoca della sua riproducibilità digitale.

Non possiamo dire che le copie siano meglio degli originali, ma l’effetto finale è davvero suggestivo e prezioso: l’Autoritratto, lo Sposalizio della Vergine, il Trionfo di Galatea, le Grazie, tutte sotto lo stesso tetto.
E ancora, il drammatico Cristo portato al Sepolcro, le nudità enigmatiche della Fornarina, una serie di eleganti ritratti di cardinali e uomini del tempo, le splendide Madonne, fino all’apoteosi della Trasfigurazione, “la somma di una vita dove non manca la freschezza della gioventù, ma dove si leggono anche i segni delle battaglie perdute”, secondo le parole di Dario Fo, che ha inaugurato la mostra il 31 maggio scorso.

Tutte riproduzioni fedelissime, possibili grazie a sofisticate tecniche digitali, organizzate per ricreare un percorso che abbraccia per intero la vita artistica del pittore, impreziosito da numerose citazioni sull’artista (di Vasari, Bellori, Goethe, Delacroix e Longhi) e da una esauriente guida gratuita.
In più, uno schermo che proietta ininterrottamente una serie di film sulla sua vita.
Cosa volere di più, senza pagare nemmeno il prezzo dell’ingresso?

L’incredibile successo di pubblico ha dimostrato l’efficacia della formula: la moderna tecnologia al servizio dell’arte del passato.
La rivoluzione digitale in grado di creare una mostra impossibile e imperdibile.

I puristi dell’arte non storcano il naso, per favore. E a chi già immagina soltanto una serie di fotocopie a colori, consigliamo la visione.
Vi ricrederete.

Sito web: www.raffaello.rai.it

19/07/2006
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