In principio era Mtv. Le emittenti televisive di sola musica in Italia erano informi e vuote prima, e soltanto Cecchi Gori provò a metter su Tmc2 – che divenne All Music quando Batistuta smise di pagare le bollette del patron – mentre a Napoli i nostri registi di videoclip sono cresciuti nella selva dell’anonimato.
Se da allora nel novero delle vincenti finiscono Cd Live&co. e la neonata Flux, significa che il mercato dei video musicali delle grandi emittenti nazionali è decollato e il futuro si gode le sue belle prospettive; l’occhio del telespettatore si riempie di video-cartoon, di Nek che corre in un garage e di uomini con 5 pallottole su per il sedere: il video è arte per lo stivale. A Napoli, è pura pratica. Il telecomando del vostro televisore è fondamentalmente composto da 10 numeretti, mettiamola così: teoricamente, quella è la top 10 dei canali più ricchi, canali sui quali si affida il mercato musicale e senza i quali non avremmo mai conosciuto Iva Zanicchi. Ma un esperto telespettatore sa che su quei 300 e passa pulsantini che rimangono anche il trash vuole la sua parte di babbà, e fa di tutto per potersi distinguere con poco. Ma veniamo ai fatti.
L’esperienza ci porta a credere che di video ne esistano tanti. La presenza del cantante non è indispensabile e, checché se ne dica, il montaggio il più delle volte è magnifico; macchina da presa e regista tendono a esibirsi al palo. A qualcuno può piacere.
A Napoli, invece, il video è impastato di tradizione. Mai stati a un matrimonio? C’è sempre uno strano omuncolo rannicchiato in un angolo, o appartato in un tavolo lontano che d’un tratto si alza e gironzola con luce e telecamera per andare a riprendere il testimone ubriaco che, in bagno, mostra le chiappe a tutti. Ecco, è quest’uomo, questo genere di Uomo che crea i video a Napoli.
Zero virtuosismi e storie semplici, nelle Sue opere si individuano elementi standard che ne confermano l’autorialità: cantanti protagonisti al cherosene che inseguono fanciulle schive o piangono per il loro focoso amore; balorde inquadrature non vanno oltre lo statico campo-contro-campo, e tutt’al più si nascondono dietro un cespuglio. Trash, trash, trash!!!
Che dire di più? Ogni anno, orde di folli consumatori riempiono i cinema per le prime dei Vanzina. E Alvaro Vitali è stato rivalutato. Videomaker Neomelodici di tutto il mondo, unitevi!
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