Madonna alla "Maverick", gli U2 alla "Island Records", Eros Ramazzotti alla "DDD"... parliamo di alcuni dei più grandi artisti mondiali: un modello per tanti, un sogno per tantissimi... Ma più che l’iperuranio dei grandi artisti mondiali preferiamo raccontarvi lo spazio terreno di altre tipologie di artisti. Musicisti che con la fama mondiale probabilmente avranno poco a che fare, ma che nella piccola realtà in cui vivono rappresentano "quelli che ce l’hanno fatta". A Napoli d'altronde hanno probabilmente più fama Gianluca Capozzi e Gigi Finizio rispetto agli U2 ed Eros Ramazzotti.
Ho analizzato questa realtà insieme ad una casa discografica che del neo-melodico ha fatto uno dei suoi punti di forza, la “Zeus Record”.
Sono molti gli artisti che si presentano alla vostra casa discografica con il "sogno" di diventare cantanti?
Si, anche se non tutti hanno le capacità tecniche e commerciali per diventarlo. Molti hanno la passione per la canzone napoletana, ma non basta solo questo.
Quali sono i criteri di selezione?
Le nostre produzioni si dividono in due categorie: 1) artisti già presenti nel catalogo commerciale Zeus, per i quali valutiamo sia l’andamento delle vendite effettuate dei prodotti precedenti, sia la qualità dei nuovi brani proposti; 2) nuovi artisti non presenti ancora nel catalogo commerciale Zeus, per i quali fino al 2005 abbiamo valutato le potenzialità tecniche e commerciali. Dal 2006 abbiamo rifiutato nuove produzioni, per un aumento vertiginoso delle nuove proposte, dedicandoci solo ad artisti già presenti nel catalogo, in modo da svilupparne la conoscenza presso il pubblico commerciale, attraverso pubblicità televisiva, il nostro sito internet (www.zeusrecord.it), e la pubblicazione e la distribuzione di cataloghi stampati
Tra i vostri artisti vi sono solo cantanti napoletani o il vostro lavoro si estende sul territorio italiano?
La nostra distribuzione è maggiore sul territorio nazionale, ma raggiunge anche l’estero, attraverso rivenditori specializzati e televendite su canali satellitari. Siamo specializzati, da oltre 60 anni, nella vendita di prodotti napoletani-neomelodici, ma non trascuriamo affatto la musica italiana, con la presenza di prodotti di noti artisti italiani, quali Gigi D’Alessio, Luca Sepe, ed altri minori. La nostra etichetta italiana è la BRC ITALIA, (www.brcitalia.it) Siete una casa discografica che ha prodotto alcuni tra i più famosi artisti neomelodici napoletani, come Gianluca Capozzi, Gigi Finizio, Mimmo Dany. E' un settore ancora molto forte e competitivo questo?
Rispetto alla musica italiana sicuramente è un settore che necessita di investimenti di minor entità, sia per quanto concerne la produzione (musicisti, studio..), sia per la distribuzione (pubblicità radiofoniche, televisive..). Si riesce a gestire più facilmente, nonostante la notevole concorrenza. Grazie alla nostra esperienza e professionalità riusciamo a competere dando il nostro valore aggiunto che, non peccando di presunzione, forse altri operatori del settore non riescono ad eguagliare. Come riesce a sopravvivere una casa discografica nel "piccolo territorio di Napoli" rispetto alle grandi major? Sono molte le difficoltà a livello economico e di concorrenza?
Uno dei nostri maggiori punti di forza è il basso prezzo di vendita, che consente ai rivenditori all’ingrosso ed al dettaglio di non caricare troppo i relativi prezzi di vendita. Questo grazie ad una attenta pianificazione degli investimenti in seguito ad una profonda analisi delle vendite passate e delle aspettative future. Un altro punto di forza è la qualità dei nostri prodotti, dovuta alla selezione degli artisti, alle risorse operative interne aziendali ed alla scelta dei fornitori di materie prime.
Viviamo in un periodo in cui la pirateria informatica è all'ordine del giorno, come riesce a sopravvivere una casa discografica a questo problema?
Come anticipato sopra grazie alla qualità dei prodotti, ai bassi prezzi di vendita ed alla presenza capillare nel territorio, dove anche i pirati non arrivano.
"Parlerai di me... Parlerai di me...", recitava una vecchia canzone di Gianluca Capozzi. Ed è vero, alla fine questi ragazzi sono riusciti a far parlare di loro, diventando i “big” della musica napoletana contemporanea. Per alcuni, ormai un culto.
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