Cercate di capire: qui abbiamo una concezione “alta” della politica. Teniamo alle sorti della res pubblica e siamo perfettamente consci dell’impegno che comporta l’esser cittadini. In più, pensiamo che soltanto il difficile ma irrinunciabile esercizio del confronto possa – in definitiva - salvare il mondo.
E prendiamo volentieri le distanze, dunque, da tutto un mondo di disfattismo ottuso e pigri qualunquismi. Ci ritraiamo rapidissimi da quanti nascondono il loro inconfessabile disinteresse dietro pose scettiche e i soliti vecchi motti : “sono tutti ladri”,“non voto più”, ecc.
E però. Però. Ci sono dei periodi in cui - con tutta la buona volontà di cui sopra – effettivamente il senso civico si ammoscia, l’attenzione si disperde, i sentimenti rotolano lontani: le campagne elettorali. Non esiste prova più ardua, per il buon cittadino, delle campagne elettorali. Sono autentiche battaglie: la cittadella degli elettori - assediata dalle truppe partitiche a caccia del consenso – si arrocca in difesa della propria stabilità mentale. Può venirne fuori una carneficina di cervelli.
A Napoli, addirittura, si combatte su due fronti: nazionali e comunali. Tutto è partito con l’offensiva dei manifestoni: imponenti 6x3 che, lentamente, hanno preso possesso della città. Ma abbiam resistito. L’ottimismo spudorato delle loro formule ci ha strappato tutt’al più una smorfia di fastidio. Qualche fitta di perplessità, forse. Ma ecco, tenevamo duro.
E’ che non immaginavamo la controffensiva mediatica. Cioè - ce l’immaginavamo pure - ma non così: è stata una disfatta. La tv pubblica bombardata con polemiche esplosive , i nostri giornali invasi dai devastanti programmi politici, la musica delle radio caduta sotto i colpi delle conferenze stampa.
Abbiamo visto raffiche di demagogie infuocate abbattersi sugli avamposti delle tv locali. Persino il web partenopeo – oasi felice fino a qualche tempo fa – è stato trasformato in terra di conquista per comizianti. Un’apocalisse. E allora che arrivi presto il 28 maggio: a guerra conclusa bisognerà ricostruirsi.
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