La squadra migliore della città, senza una casa. Al decaduto ed ambizioso Napoli Soccer una cattedrale di ferro e sediolini, una magnificenza sproporzionata e imbarazzante, come un parroco di provincia che celebra messa a Notre Dame. La Carpisa, squadra formidabile tra le prime nel campionato di A1 di basket, a mietere successi dentro una struttura sgangherata e striminzita. Una tendostruttura con due fatiscenti tribune abbandonate a se stesse. Proprio di fronte - autentica beffa per l’esercito di tifosi in sovrannumero - il vecchio palazzetto abbandonato: il Mario Argento.
Negli ultimi tempi poi, il numero di tifosi rimbalzati alla porta è andato man mano crescendo, proporzionalmente ai successi della squadra: la Carpisa gioca bene, incamera campioni, vince un po’ ovunque. E soprattutto riesce ad entusiasmare i napoletani, anche quelli fin qui dediti esclusivamente al Dio-calcio: ad un tratto buttano tutti un occhio alla pagina degli altri sport.
Così il presidente, l’avvocato Maione, chiede a gran voce una sede adeguata al potenziale della squadra e al probabile ingresso in Eurolega: una capienza di almeno 5000 posti. La risposta del comune non è positiva. Si vivono anni di scontri, il presidente ad un certo punto minaccia addirittura di portare il titolo sportivo in un’altra città.
Poi nel febbraio 2005 arriva un primo progetto: si parla della realizzazione di due lotti, il primo con consegna in agosto 2007, prevedeva la costruzione della parte principale con una capienza di 6.500 posti, al quale poi si sarebbe integrato il secondo portando la capienza ad 8.000 posti a sedere.
I lavori iniziano nel giugno 2005 quando le ruspe demoliscono la vecchia struttura lasciando soltanto quelle due tribune. Poi, improvvisamente, si fermano. Lo stop è dovuto all’inserimento nel progetto iniziale di una cosidetta “variante migliorativa”: il tutto doveva essere messo su in un lotto soltanto e non in due. Una frenata per riaccelerare. Ebbene, ad oggi, bisognerebbe ridare gas al progetto già a marzo, entro la fine del mese.
Nel dicembre del 2007, per magia o per sfinimento, il PalaArgento dovrebbe dunque rinascere. Niente più tifosi all’asciutto, per la gioia della squadra e delle casse. Soprattutto delle casse. Fin qui, infatti, il danno stimato dal Basket Napoli si attesta attorno ai 200mila euro. «Una stima - spiega l'avvocato Maione - che si riferisce alla prima parte del campionato e quindi destinata a crescere. Alla fine pensiamo che i mancati incassi supereranno il milione di euro».
In più si coglie la palla al balzo per adeguare la struttura alle nuove norme antisismiche e riqualificare l’area circostante al palasport. Senza trascurare poi le 1000 altre funzioni di un qualsiasi palazzetto: sede, da sempre, di grandi manifestazioni, fiere competizioni e indimenticabili concerti.
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